If you can’t eat, just write.

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martedì 4 marzo 2014

Tempo
Pensiamo di avere tutto il tempo del mondo, tutta la vita davanti e ore e ore a disposizione. 
Ma il tempo ci sorpassa, inesorabilmente, senza dire una parola.
Giulia

lunedì 27 gennaio 2014

Momenti

Ho deciso di voler misurare la vita in momenti. Non giorni, ore o minuti come la maggior parte del mondo. Ma in attimi, respiri e bellezza. 
L'anima ringrazierà.

Giulia

giovedì 23 gennaio 2014

Oggi

Giorno nuovo e persone diverse. Occhi indagatori e parole sagge. Esseri umani, ma umani davvero. Emozioni diverse e uniche. Orecchie pronte ad ascoltare saggezza ed esperienze. Vita vera. 
Ogni momento viaggiano con la luce storie diverse e sofferenze proprie, fardelli che ci si porta a testa alta, buchi nel petto che fanno passare più aria per respirare.
Un bacio in più e una carezza. Un sorriso e un po' di dolcezza nel frastuono dei giorni tutti uguali. Il sorriso che cambia l'incedere dei minuti e delle ore, li devia per un attimo e ti fa fermare. 
Tanti cuori che vivono per davvero, nonostante la vita a volte prenda più botte che carezze.

Giulia

mercoledì 22 gennaio 2014

Buongiorno

Ti svegli la mattina, ancora prigioniero del sonno e della lentezza che si porta dietro. La luce filtra dalla serranda che non è stata abbassata fino a terra la sera prima, le voci tutt'intorno confuse e unite all'odore del caffè. L'indecisione ti assale quando devi decidere cosa mangiare, bere e dire di primo mattino. 
Riassunto dell'inizio del giorno, della lenta consapevolezza di sé stessi che arriva appena gli occhi si aprono dal sonno. 
Poi all'improvviso il mondo diventa frenetico, la vita corre, le ore scorrono inesorabili come se oggi fosse l'ultimo giorno al mondo, come se non ci fosse abbastanza tempo per tutti. Le mille cose da fare si accumulano, mentre tu sei ancora fermo, in mezzo alla stanza, in pigiama con i tuoi capelli arruffati e con le parole ferme in gola, ancora addormentate, proprio come te. 

Buongiorno, Giulia

lunedì 21 ottobre 2013

Il mare a ottobre

Post che parla di ottobre, di domenica e di mare. Anzi, meglio, di una domenica di ottobre a mare. Insomma, non proprio al mare, ma in una città di mare. Il mare a vista, con la sabbia e i bambini che vanno controrrente e i castelli li costruiscono in autunno, con i cani che corrono felici senza l’intralcio degli ombrelloni, le barche a vela bianche a tono con le pochissime nuvole e l’ultimo dei coraggiosi che prende il sole sul telo dal sapore estivo. E tu che dal tavolo del ristorante osservi, col vento che ti arriva in faccia dalle finestre della veranda aperte per far entrare tutta la brezza, col tuo piatto davanti che sa sì di mare e con i vestiti che, invece, sanno d’autunno. Riassunto di una domenica di ottobre al mare e di autunno che bussa, ma fa fatica a entrare. Buonanotte

Giulia

domenica 22 settembre 2013

Treno e vita, quasi la stessa cosa

Fare la valigia e partire. Per sé stessi. E un po' anche per gli altri. Ma soprattutto per staccare la spina col proprio mondo per qualche giorno. Il rumore del treno aiuta a distrarsi e le storie che ogni giorno porta su e giù per l'Italia aiutano a non pensare alla propria. Ogni persona incontrata solo per qualche ora ha un bagaglio di attimi e parole che si porta dietro proprio come te. E così ci si sente meno soli, nonostante le poche parole di circostanza scambiate con il proprio vicino: "Deve passare?" "Scusi, mi può aiutare con la valigia?". In quel vagone pieno di persone, dall'uomo d'affari alla famiglia di turisti stranieri, tu sei uno dei tanti che quel giorno ha preso il treno e ha deciso di mescolarsi agli altri, di scambiare qualche parola con volti che non si vedranno mai più. Si può essere chi si vuole sul treno, anche la persona che si tiene più nascosta per paura che sia troppo. Quella che si ritaglia ben cinque ora per leggere un romanzo spettacolare tutto di un fiato con la musica nelle orecchie, che osserva la varietà di vite che ci sono in giro e capisce che la propria è una delle tante e proprio per questo è unica, che raccoglie le proprie cose in una valigia e in una grande borsa grigia e si rende conto che nonostante il peso riesce a portarle su e giù, "by her self". 
Alla fine della corsa scendere un po' diversi rispetto a cinque ore prima quando si aveva paura di perdere il treno. Catapultata in una stazione enorme e frenetica, rumorosa e piena di inizi e addii. Sentirsi un puntino, ma un puntino che ce la fa da solo a cominciare da queste piccole cose. 

Giulia