If you can’t eat, just write.

mercoledì 5 febbraio 2014

Istantanee Di Vita

La musica riecheggiava nel teatro,
la sinfonia prendeva possesso del suo corpo, la mente libera, il respiro ritmato, gli occhi chiusi per poter sostituire la realtà che la circondava con qualcosa di più adeguato, che avesse le forme giuste, giusti colori.
Ogni senso era impegnato a trarre il massimo piacere da quell’atmosfera, per nulla al mondo avrebbe dovuto spezzare quell’incantesimo.
E invece lo fece: per qualche oscura ragione, aprì gli occhi.
Improvvisamente il destino, come a voler dimostrare la sua indignazione per quella mancanza di riconoscenza, fece sì che lo sguardo della ragazza si posasse forse sull’unico oggetto su cui non doveva proprio poggiarsi: quell’orecchino.
Non un semplice orecchino, ma il suo orecchino.
Il problema, intendiamoci, non era l’orecchino, ma la persona che c’era appiccicata; sì, perché attorno a quel dilatatore c’era la figura del suo migliore amico.
“Migliore amico”, le veniva quasi da ridere per quanto fosse inappropriata e ridicola quell’espressione; da anni erano stati incitati dal buonsenso ad etichettarsi come migliori amici. Niente di più forviante e fuori luogo. Forse non erano nemmeno amici, non al momento comunque: non dopo l’ennesima litigata priva di senso, lo scorso giorno. Una discussione assurda, come assurdo era il loro rapporto: continui alti e bassi, avvicinamenti e allontanamenti, una relazione in stile-montagne russe. Non ricordava più nemmeno quale fosse stata la scintilla di quest’ultima sfuriata, o forse non la conosceva proprio; però conosceva il suo orgoglio: questa volta non avrebbe cercato di sistemare le cose, non avrebbe chiesto scusa per delle parole pronunciate al momento sbagliato in un modo ancora più sbagliato.
Avrebbe invece concentrato tutte le sue forze per ignorare e azzittire la parte di lei che ricordava la sensazione dei capelli del suo “migliore amico” tra le dita, il profumo che metteva per potersi avvicinare a lei, cercando di nascondere l’odore dell’ultima sigaretta , il contatto delle sue labbra sul collo e il brivido che ne scaturiva.
Avrebbe racchiuso ogni suo ricordo e sensazione in un cofanetto, l’avrebbe lasciato qui, al sicuro e lontano …
avrebbe poi ripreso il solito treno che periodicamente la riportava lontano da casa.

Ilaria



lunedì 27 gennaio 2014

Momenti

Ho deciso di voler misurare la vita in momenti. Non giorni, ore o minuti come la maggior parte del mondo. Ma in attimi, respiri e bellezza. 
L'anima ringrazierà.

Giulia

giovedì 23 gennaio 2014

Oggi

Giorno nuovo e persone diverse. Occhi indagatori e parole sagge. Esseri umani, ma umani davvero. Emozioni diverse e uniche. Orecchie pronte ad ascoltare saggezza ed esperienze. Vita vera. 
Ogni momento viaggiano con la luce storie diverse e sofferenze proprie, fardelli che ci si porta a testa alta, buchi nel petto che fanno passare più aria per respirare.
Un bacio in più e una carezza. Un sorriso e un po' di dolcezza nel frastuono dei giorni tutti uguali. Il sorriso che cambia l'incedere dei minuti e delle ore, li devia per un attimo e ti fa fermare. 
Tanti cuori che vivono per davvero, nonostante la vita a volte prenda più botte che carezze.

Giulia

mercoledì 22 gennaio 2014

Buongiorno

Ti svegli la mattina, ancora prigioniero del sonno e della lentezza che si porta dietro. La luce filtra dalla serranda che non è stata abbassata fino a terra la sera prima, le voci tutt'intorno confuse e unite all'odore del caffè. L'indecisione ti assale quando devi decidere cosa mangiare, bere e dire di primo mattino. 
Riassunto dell'inizio del giorno, della lenta consapevolezza di sé stessi che arriva appena gli occhi si aprono dal sonno. 
Poi all'improvviso il mondo diventa frenetico, la vita corre, le ore scorrono inesorabili come se oggi fosse l'ultimo giorno al mondo, come se non ci fosse abbastanza tempo per tutti. Le mille cose da fare si accumulano, mentre tu sei ancora fermo, in mezzo alla stanza, in pigiama con i tuoi capelli arruffati e con le parole ferme in gola, ancora addormentate, proprio come te. 

Buongiorno, Giulia

domenica 19 gennaio 2014

"Eh caro mio... io sono Il Fu Mattia Pascal."


"E come possiamo intenderci se nelle parole che io dico, metto il senso e il valore delle cose che sono dentro di me; 
mentre chi ascolta, inevitabilmente, le assume col senso e il valore che hanno per sé del mondo che egli ha dentro?”
[Cit. Pirandello]
Riscoprire consapevolezze che distruggono, accuratamente celate in noi e da noi.
Ilaria